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Come la nicotina altera il cervello
Per la prima volta un gruppo di ricercatori dell'Università di Bonn, in Germania, è riuscito a realizzare uni studio di imaging cerebrale che correla metaboliti cerebrali e dipendenza da nicotina. I ricercatori hanno sfruttato la spettroscopia magnetica nucleare a protoni, che è in grado di misurare il metabolismo cerebrale a livello cellulare e di fornire dati dettagliati sui metaboliti cerebrali.
I risultati – presentati al convegno delldell’Associazione radiologica del Nord America in corso a Chicago - hanno mostrato che le persone nicotino-dipendenti hanno concentrazioni significativamente più basse dell’amminoacido N-acetilaspartato (NAA) nella regione della corteccia del cingolo anteriore, un’area coinvolta nella gestione dei processi cerebrali legati al piacere e al dolore. L’entità di tale dimunzione, inoltre, è risultata correlata con il numero di sigarette mediamente fumate all’anno.
“Bassi livelli di NAA sono stati considerati indicatori di una disfunzione neuronale o assonale” ha osservato Christian G. Schütz, uno degli autori, che ha ricordato come essi si riscontrino anche in disturbi dell’umore, in altre patologie psichiatriche e in casi di deipndenza da altre sostanze da abuso.
Anche le concentrazioni di colina risultavano inferiori alla norma nella corteccia del cingolo anteriore e in misura più marcata nelle fumatrici che nei fumatori. La colina ha un ruolo di primaria importanza nel mantenimento di un corretto metabolismo della membrana cellulare, e livelli eccessivamente bassi di esssa possono preludere alla rottura della membrana stessa.
Per contro nei lobi frontali dei fumatori la concentrazione di creatina totale (tCr) appariva superiore a quella dei nicotino-dipendenti che stavano utilizzavando cerotti alla nicotina; anche in questi peraltro, livelli superiori di tCr si sono dimostrati predittivi di una ricaduta.

FONTE: www.lescienze.it

 
 


 
 
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