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Il dialogo delle cellule staminali
Il dialogo è la base di qualsiasi buona comunicazione, e le cellule staminali non fanno eccezione. Uno studio condotto da ricercatori dell’Università dello Stato di Washington a Seattle ha scoperto prove di una comunicazione cellulare a due vie fra le cellule staminali adulte e le “nicchie” del corpo in cui esse si annidano. Queste nicchie rappresentano microambienti ricchi di cellule con funzioni regolatorie volte a determinare l’eventuale differenziazione delle staminali in cellule mature di vario tipo e a conservare uno stock sufficiente di staminali per il futuro. Eventuali difetti nel funzionamento di queste nicchie possono dare origine a problemi di vario tipo: se la moltiplicazione cellulare va fuori controllo può svilupparsi un tumore, mentre un suo rallentamento contribuisce alla caduta delle capacità di rigenerazione dell’organismo e all’evidenziarsi dei problemi legati all’invecchiamento. Finora gli studi su queste strutture avevano contemplato i segnali che vanno dalle cellule di regolazione alle staminali, “Noi abbiamo invece contemplato la possibilità – ha spiegato Hannele Ruohola-Baker che ha diretto la ricerca – che esista una comunicazione a due vie.
La dimostrazione che le cellule staminali stesse contribuiscano al funzionamento delle nicchie ha conseguenze di ampia portata sulle terapie a base di cellule staminali, ma anche sulla comprensione dei meccanismi di diffusione del cancro nell’organismo.” Il gruppo di ricerca ha appuntato la propria attenzione su un tipo di segnale che normalmente dipende dal diretto contatto fra cellule, noto come via di Notch. La proteina Notch funge come una sorta di grilletto esterno alla cellula che innesca meccanismi all’interno di essa ed è a sua volta attivata da due proteine, Delta e Serrate, che in seguito all’attivazione proprio della proteina Notch vengono importate nella cellula bersaglio e, dopo essere migrate verso il nucleo, collaborano all’attivazione di vari geni.
I particolari delle complesse relazioni che sussistono in questi meccanismi di attivazione e regolazione sono descritti in un articolo che apparirà sul numero del 5 dicembre di Current Biology, ma è già accessibile on line sul sito della rivista.

FONTE: www.molecularlab.it

 
 


 
 
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