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I "dieci comandamenti" per la ricerca sulle staminali
L'EMBO (European Molecular Biology Organization) ha elaborato, e messo a disposizione di tutti, il documento "Ricerca sulle cellule staminali: risultati, prospettive e requisiti". Uno studio che si pone come obiettivo quello di raccogliere il parere dei ricercatori europei più illustri, tra i quali gli italiani Paolo Bianco, Giulio Cossu e Michele De Luca, per la costruzione di una politica di sviluppo della ricerca in questo campo. Gli articoli pubblicati consentono di avere una panoramica completa sull'argomento staminali: dalla ricerca di base alle applicazioni cliniche.

Nell'ambito del documento vengono proposte inoltre dieci "raccomandazioni" per l'attuazione di una politica europea di promozione della ricerca e delle applicazioni pratiche relative agli studi con cellule staminali.

1. Il valore che in prospettiva la ricerca sulle cellule staminali riveste rispetto ai benefici sulla salute, alla acquisizione di conoscenza scientifica e ai vantaggi economici dovrebbe essere riconosciuto pubblicamente. La ricerca sulle cellule staminali umane dovrebbe essere integrata nelle linee guida della ricerca biomedica, includendo lo studio di malattie utilizzabili come modello, lo studio dei processi degenerativi cellulari, lo sviluppo di piattaforme di screening farmaceutico e tossicologico e le terapie rigenerative.
2. Sia la ricerca sulle cellule staminali adulte che su quelle embrionali dovrebbero essere supportate in quanto altamente complementari. Così come dovrebbe essere sviluppata la ricerca per la comprensione dei meccanismi di riprogrammazione dei nuclei cellulari indotti dal trasferimento di cellule somatiche nucleari (SCNT), dalla fusione di cellule e da altre tecniche.
3. La comunicazione e la formazione professionale nel campo della ricerca e dell'applicazione delle tecniche con cellule staminali dovrebbero essere promosse con una partecipazione attiva da parte della comunità scientifica e medica, coinvolgendo esperti di etica, di mediazione e comitati in rappresentanza dei pazienti.
4. La proprietà intellettuale relativa all'utilizzo di cellule embrionali staminali umane e di linee cellulari di derivazione embrionale dovrebbe essere brevettabile al fine di incoraggiare la partecipazione del settore industriale nel passaggio dalla fase di ricerca a quella di applicazione clinica.
5. I regolamenti e le modalità applicative relativi alla ricerca staminale dovrebbero essere armonizzati ed esposti in modo chiaro e, ove possibile, dovrebbero essere rimossi gli ostacoli legislativi alla libera collaborazione fra gli scienziati a livello internazionale.
6. Ci si dovrebbe assicurare che le regolamentazioni non siano eccessivamente stringenti e non rappresentino un insormontabile ostacolo finanziario o burocratico per le applicazioni cliniche, come al momento paventato.
7. Si dovrebbero sviluppare delle misure efficaci e delle procedure operative standard per l'utilizzo clinico delle cellule staminali. Nella pratica clinica l'adozione di misure efficaci dovrebbe avere la stessa importanza di quella dei controlli di sicurezza.
8. Dovrebbe essere incoraggiata la nascita di banche di cellule staminali che assicurino alti livelli di qualità , e forniscano facilitazioni di accesso alla comunità scientifica e industriale internazionale.
9. Si dovrebbe progredire con l'armonizzazione e l'interscambio a livello europeo delle sperimentazioni cliniche e dei loro risultati al fine di facilitare gli studi che si svolgono in cooperazione tra più Paesi. Così come dovrebbe essere promossa la valutazione di tutti i tipi di terapie cellulari (incluse, ma non uniche, quelle sulle cellule staminali). Simili iniziative dovrebbero essere finalizzate a fornire vantaggi a tutta la popolazione ed essere finanziate con fondi pubblici.
10. Si dovrebbero stanziare finanziamenti per lo sviluppo della elaborazione su larga scala delle tecniche sulle staminali per l'applicazione nei test farmaceutici e tossicologici e nel trapianto cellulare.

Articolo a cura di Redazione Torinoscienza, del 07.12.2006

FONTE: www.torinoscienza.it

 
 


 
 
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