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Indagine sperimentale sull’applicabilità del Cyperus alternifolius e dell’Eicchornia crassipes
Tesi: "Fitodepurazione: una possibilità per risolvere il problema delle acque di scarico nei Paesi in via di sviluppo. Indagine sperimentale sull’applicabilità del Cyperus alternifolius e dell’Eicchornia crassipes".
Autori: Cap.1 Susanna Ferrari; Cap.2 Roberto Spaggiari; Cap.3 Gilberto Garuti; Cap.4 Floriana Romagnolli.

L’indagine svolta rientra in un programma di ricerca relativo alle possibilità applicative di sistemi di fitodepurazione per la risoluzione del problema delle acque reflue nei paesi in via di sviluppo. Tale indagine si è avvalsa della collaborazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Ingegneria Senza Frontiere-Napoli” che ha recentemente avviato diversi progetti in paesi del sud del mondo. In particolare, ISF-Napoli è presente a Nosy Be, un’isola a nord del Madagascar ed è proprio questo il luogo ipotizzato come scenario d’intervento. Le osservazioni condotte sono relative al periodo compreso tra il mese di novembre del 2005 e il mese di febbraio del 2006, mentre i mesi immediatamente precedenti sono stati impiegati per la realizzazione dell’impianto e la sua successiva messa in opera, dopo aver provveduto alla piantumazione delle specie vegetali indagate.
La scelta delle piante da utilizzare è ricaduta sul Cyperus alternifolius, in quanto specie autoctona - ed infatti è volgarmente chiamato anche “Papiro del Madagascar” - e sull’Eicchornia crassipes, invasiva in molte regioni africane. Proprio per questa sua caratteristica, è necessario stabilire per l’Eicchornia, comunemente chiamata anche “Giacinto d’acqua”, un metodo risolutivo per il suo smaltimento. Molteplici possibilità possono essere prese in considerazione, tra le quali il compostaggio e la produzione di biogas, ma quella che appare più interessante, è il suo riutilizzo come materia prima nella realizzazione di prodotti per l’artigianato, quali borse, cornici e cesti, da vendere all’interno del circuito del commercio equo e solidale, che si avvale di metodologie di finanziamento quali il microcredito, obiettivo perseguito anche da ISF. Per quanto riguarda invece il Papiro, il problema non si presenta così pressante, pertanto è proponibile sia la sua trasformazione in compost quanto la possibilità del suo riutilizzo nella produzione di carta, tradizione, tra l’altro, già fortemente consolidata e di cui si ha storicamente testimonianza. Obiettivo primario di questo lavoro di tesi resta comunque la definizione del grado di efficienza del sistema testato, finalizzato all’abbattimento del contenuto organico dell’influente.

FONTE: www.ambientenergia.info

 
 


 
 
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